Ripensando ai vincitori degli EMA: Best R&B

Ripensando ai vincitori degli EMA: Best R&B

TBT to some R&B winners we're still kind of obsessed with.

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Nel 1997 il premio come Best R&B va ai Blackstreet, l'unica band tra tutti i nominati della categoria.  Quell'anno i Blackstreet si presentano al mondo con outfit abbinati, balletti sincronizzati e voci da brivido, conquistando tutti al primo ascolto.  Proprio nel 1997, infatti, vengono pubblicate le super hit internazionali "No Diggity" e "Don't Leave Me", canzoni indimenticabili, come la splendida "Fix", per la quale collaborano con nomi del calibro di Ol' Dirty Bastard, Slashe Fishbone.  Il successo dei Blackstreet è esplosivo e i fan di tutto il pianeta non aspettano altro che vederli premiati agli EMA, cosa che puntualmente avviene.

Anche gli altri nominati per la categoria Best R&B del 1997, però, hanno frotte di sostenitori alle spalle. Parliamo di Toni Braxton, Ginuwine, Michael Jackson e R. Kelly—, tutti nomi storici. Tony Braxton, con la struggente "Un-break My Heart", è l'unica donna del gruppo, ma la hit che sopravvive meglio al 1997, continuando a spopolare per generazioni, è "I Believe I Can Fly" di R.Kelly. Nessuno di questi successi mondiali, però, riesce a battere i Blackstreet.  Non ce la fa neanche Ginuwine, che nel 1997 pubblica un pezzo fondamentale per la storia dell' R&B, che da solo vale il premio: "Pony", accompagnato da un video che è una vera quintessenza della scena anni '90.  D'altra parte, però, anche il video di "No Diggity" dei Blackstreet è un cult. 

Dopo aver riascoltato i nominati di quell'anno, quindi, pensiamo che l'incoronazione dei Blackstreet come Best R&B 1997 sia assolutamente meritata, ma, se fosse possibile, assegneremmo volentieri un premio honoris causa anche a Ginuwine e Toni Braxton!